Nei Paesi in via di sviluppo, bastano 15 euro al mese per "adottare" un maestro e "salvare" così un villaggio intero, offrendo una speranza di vita migliore ad intere generazioni di bambini. A lanciare l’appello è l’Opam (Opera di promozione dell’alfabetizzazione del mondo), che alla vigilia della Giornata mondiale dell’alfabetizzazione, in programma domani, ricorda ai governi di tutto il mondo che "per raggiungere l’obiettivo della scolarizzazione per tutti, impegno preso a Dakar, servono 45 milioni di insegnanti qualificati". Paesi come Benin, Ciad, Congo e Mozambico hanno infatti una media di 50-70 alunni per insegnante, contro la media dei Paesi dell’Ocse che è di 16 alunni per docente. Senza contare, informa l’Opam, che nei Paesi poveri gli insegnanti sono spesso giovanissimi con scarse competenze: in Malawi, per esempio,il 48,6% degli insegnanti di scuola elementare e il 65% di scuola secondaria non sono qualificati. Per far fronte a questa emergenza l’Opam (fondata nel 1972 da don Carlo Muratore), l’anno scorso, ha contribuito a pagare lo stipendio a 345 insegnanti, garantendo l’istruzione ad oltre 25mila persone, tra adulti e bambini. Da gennaio a settembre 2005, i progetti di questo tipo sono stati 20, a favore di 647 insegnanti e di più di 15 mila studenti; dal 2004, grazie anche al contributo della Cei, l’Opam ha sostenuto inoltre 8 progetti per la formazione di 502 insegnanti. Un invito ad "investire di più sugli insegnanti" viene da don Aldo Martii, presidente dell’Opam, che ricorda come "ci sono Paesi dove a causa delle guerre, di governi corrotti o politiche di sviluppo inesistenti, da anni gli insegnanti non ricevono alcun compenso".