” “Dopo aver sottolineato i molti punti in comune tra le tre religioni del libro (cristiana, ebraica e musulmana), Osama Al Saghir ha osservato come “i giovani possano combattere i pregiudizi scoprendo le identità comuni e favorire, così, un dialogo con le società di appartenenza per costruire la città dell’uomo”.
Padre Giorgio Verzea, parroco della comunità ortodossa di Padova, ha messo in luce il fatto che “si debba tener conto del processo di globalizzazione quando si parla di città di Dio e città dell’uomo”. “Oggi ha osservato padre Verzea si presenta in maniera forte il problema della ricerca del potere, sia esso economico, militare, culturale. A tutto ciò si contrappone la giustizia dell’uomo e quella di Dio”. Per il parroco ortodosso la prima significa” rispetto della legge e ospitalità”; la seconda, invece, “talvolta è più difficile da comprendere perché i piani di Dio non sono i nostri”. “Ad una strategia mondiale, che propugna la guerra e la rincorsa agli armamenti ha concluso padre Verzea i cristiani, innanzitutto, ma anche gli uomini di buona volontà delle altre religioni, devono rispondere con un’etica della pace”.