FAMIGLIA: CARD. TETTAMANZI, IMPARARE DALLO "STILE DI VITA" DELLE FAMIGLIE PER "UMANIZZARE" LA SOCIETA’

"L’amore, la comunione, la donazione di sé, la generazione della vita, la partecipazione alla vita della Chiesa e della società. Tutte virtù che appartengono al "vissuto quotidiano delle coppie e delle famiglie", e dalle quali i laici cristiani devono partire, per acquisire quello "stile" missionario che punta a fare di tutti gli ambienti "autentici luoghi di vita, spazi veramente umani e umanizzanti, nei quali viene promossa e assicurata la ‘qualità umana’ delle relazioni". Ne è convinto il card. Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano, che nelle linee programmatiche per l’anno pastorale 2005-2006, illustrate oggi alla stampa, si sofferma sullo "stile tipico della famiglia", che è quello "dell’accoglienza, dell’incontro, del dialogo, dell’apertura, della disponibilità disinteressata, del servizio generoso, della solidarietà profonda". Senza contare i compiti che la famiglia è chiamata a svolgere nel "mondo del lavoro, della scuola e della cultura" o in "altri importanti aspetti della vita, come l’uso del tempo, del denaro e dei media". Col suo "sapore di umanità", scrive il porporato nella lettera, la famiglia è dunque l’emblema dello "stile" della missione del laico cristiano – al centro del prossimo Convegno ecclesiale nazionale di Verona (16-20 ottobre 2006) – fatto di doti come "umiltà, mitezza, modestia del tratto, riserbo del linguaggio". Tra i requisiti essenziali della testimonianza dei laici nel mondo Tettamanzi cita anche la "retta coscienza", che nasce da una "moralità perfetta, una vita limpida" e una "coerenza tutta prova".