Pubblichiamo la nota Sir di questa settimana” “I grandi temi delle relazioni internazionali sono ben presenti nel tradizionale discorso del Papa al Corpo diplomatico. A partire ovviamente dalla Terrasanta, "punto nevralgico della scena mondiale" e dalla sfida globale del terrorismo internazionale.
Ma proprio la chiarissima consapevolezza dei nodi diplomatici porta Benedetto XVI ad andare in profondità , a rilanciare la sostanza del suo primo messaggio per la giornata mondiale per la pace: "nella verità la pace". Questo significa affermare che "l’impegno per la verità è l’anima della giustizia", che "dà fondamento e rigore al diritto di libertà", e poi "apre la via al perdono ed alla riconciliazione". Ma cosa comporta questa scelta prioritaria, questo "impegno per la verità"? E’ l’amore del vero, che "per suo intrinseco dinamismo è tutto rivolto alla comprensione imparziale ed equanime ed alla condivisione". C’è secondo il Papa, anche nel campo apparentemente ferreo delle relazioni internazionali, dei rapporti di potenza, la possibilità di una comprensione sintetica ed elementare di ciò che è bene. E’ la tradizionale, fiduciosa ed aperta posizione cattolica: "l’uomo può conoscere la verità, la vuole conoscere". E per questo è necessaria la libertà.
Al cuore del discorso del Papa sta così da un lato la condanna senza alcun appello del terrorismo, "che copre d’infamia chi la compie, e che è tanto più deprecabile quando si fa scudo di una religione, abbassando così la pure verità di Dio alla misura della propria cecità e perversione morale", dall’altro la rivendicazione della libertà religiosa. E’ un punto essenziale, non solo della posizione diplomatica della Santa Sede, ma del processo di sviluppo della civiltà nell’era della cosiddetta "globalizzazione".
Il diritto alla libertà religiosa è un diritto fondamentale, perché riguarda "il rapporto umano più importante, il rapporto con Dio". Rivendicando per tutti la libertà religiosa la Chiesa cattolica nello stesso tempo rivendica non senza orgoglio il passaggio giubilare, la richiesta e l’offerta di perdono per i "gravi errori" commessi su questo profilo. Urgono infatti le grandi sfide dell’oggi e del domani che richiedono appunto un di più di verità e un di più di libertà e di giustizia, come condizione e conseguenze dello "splendore della verità". Solo principi, solo dichiarazioni di intenti? Si può impostare la trama delle relazioni internazionali senza tener conto dei vincoli di potenza? Nell’analisi del Papa c’è un profondo realismo, c’è la profonda conoscenza della realtà dei diversi focolai di crisi, ma c’è anche una fiduciosa apertura al protagonismo di ciascun uomo e donna di buona volontà: "l’uomo è capace di verità",. esclama il Papa. C’è qui la radice di una nuova opinione pubblica mondiale, capace di farsi protagonista di nuovi orizzonti di speranza.