“Stiamo correndo il rischio di uno scontro di civiltà in nome di una identità religiosa usata come un’arma”. A lanciare il grido di allarme è stato il presidente del Senato, Marcello Pera, intervenendo oggi alla cerimonia di inaugurazione dell’Università Europea di Roma. Valori come “libertà, tolleranza, rispetto per gli altri”, è la tesi centrale di Pera, non sono genericamente “valori umanistici”, ma “valori cristiani”, come dimostra “la storia” del nostro Continente: di qui l’urgenza di “difendere conquiste che valgono per tutti, sotto ogni latitudine”, come ieri ha esortato a fare il Papa nel discorso al corpo diplomatico. “In Europa siamo politicamente e culturalmente attrezzati per questo compito?”, è l’interrogativo posto dal presidente del Senato, secondo il quale non si possono “difendere questi valori se non si ha la consapevolezza del valore e il ruolo della civiltà cristiana e la determinazione a difenderne e promuoverne i valori con la citazione delle loro radici”, pena il rischio di un “affondamento” di questi valori, “in un’Europa intimorita, spesso insincera e talora ipocrita, che sulla scorta delle conquiste dei secoli passate nasconde le sue debolezze di oggi”. Ripercorrendo il discorso pronunciato ieri da Benedetto XVI, Pera si è soffermato sul “rispetto reciproco” e la “richiesta di reciprocità” fatta dal Pontefice in materia di libertà religiosa: “Se la libertà religiosa è un diritto fondamentale dell’uomo ed il primo criterio per definire la libertà degli Stati ha osservato il presidente del Senato esso richiede di essere rispettato da tutte le nazioni, sotto tutte le latitudini, sulla base del principio di reciprocità”.