EUROPA: UN PIÙ FORTE IMPEGNO COMUNE PER LA TUTELA DEI MINORI RISPETTO A TV E INTERNET (2)

"In Norvegia riteniamo che la pubblicità in televisione sia pericolosa tanto quanto la violenza o una visione distorta del sesso. Per questo puntiamo molto l’attenzione sulle ingerenze commerciali e le loro ricadute negative nei confronti dei minori": Ingvil Conradi Andersen, della Norwegian Media Authority, tra i relatori del seminario su "Tv e minori", elenca una serie di iniziative che il paese nordico ha adottato "in un settore delicatissimo e che ha direttamente a che fare con la crescita dei nostri ragazzi". "Abbiamo vietato gli spot che interrompono i programmi per ragazzi e ogni forma di sponsorizzazione, anche occulta, di queste trasmissioni". In Olanda è stato attivato nel 2001 il sistema Nicam, in accordo fra il governo e le aziende del settore massmediale: "È forte la preoccupazione sociale degli esiti della tv e degli altri media sui ragazzi. Noi monitoriamo – spiega Margo de Waal, dirigente della società Nicam – i prodotti destinati a tv, cinema, dvd, videogiochi e alla telefonia mobile: i pericoli si nascondono un po’ ovunque con il moltiplicarsi della tecnologia. Classifichiamo i prodotti per fasce d’età e ne indichiamo la fruibilità al pubblico. In tutto questo percorso è però importante richiamarsi al ruolo genitoriale". Piermarco Aroldi, dell’Università Cattolica di Milano, chiarisce che "oggi, alle tradizionali aree problematiche della tv, quali la violenza e la sessualità, si affiancano nuove tematiche quali la dignità umana, i comportamenti a rischio o antisociali, gli abusi, la paura, le strumentalizzazioni pubblicitarie". Per questo "i criteri di valutazione dei programmi finalizzati al rating" devono coinvolgere il pubblico e in particolare le famiglie.” ”