LIBERAZIONE ALÌ AGCA: MONS. MAROVITCH (PORTAVOCE VESCOVI TURCHI), "TROPPO CLAMORE. PREGHIAMO PERCHÉ POSSA RIFARSI UNA NUOVA VITA"

La notizia della liberazione imminente di Alì Agca non provoca particolari reazioni nell’episcopato turco. A riferirlo al Sir è il portavoce dei vescovi del paese, mons. Georges Marovitch: "la nostra posizione è quella espressa dalla Santa Sede, vale a dire che ci rimettiamo alle decisioni del tribunale". Tuttavia il portavoce invita "a non fare tanto clamore intorno a questa scarcerazione altrimenti – dice – rischiamo di farne un eroe. Piuttosto preghiamo per lui perché riesca a costruirsi una nuova vita". L’ex lupo grigio, che attentò alla vita di Giovanni Paolo II il 13 maggio 1981, da sei anni è detenuto a Istanbul per avere ucciso nel 1979 Abdu Ipekci, direttore del quotidiano "Milliyet". Per l’attentato del 13 maggio 1981 a papa Wojtyla aveva ottenuto la grazia nel 2000 dopo diciannove anni in carcere. "Lo stesso pontefice polacco – conclude mons. Marovitch – lo aveva perdonato subito dopo l’attentato e poi nell’incontro del 27 dicembre 1983 nel carcere romano di Rebibbia. Tuttavia anche la giustizia deve fare il suo iter".