"La storia comunitaria si alimenta della discontinuità, più che della linearità e a momenti entusiasmanti in genere ne seguono altri di malinconica rassegnazione". Roberto Santaniello, direttore della Rappresentanza a Milano della Commissione europea, interpreta per il Sir l’attuale fase di impasse che riguarda le istituzioni Ue. "Veniamo da recenti successi, come l’introduzione dell’euro, l’allargamento a Est e la firma della Costituzione, ma allo stesso tempo, dobbiamo registrare lo stop alle ratifiche del Trattato costituzionale e abbiamo assistito alle difficoltà per approvare le Prospettive finanziarie per i prossimi anni. Va detto che la storia comunitaria non si è mai arrestata, nemmeno di fronte a momenti difficili come questo; ma oggi è evidente che occorre un’iniziativa rafforzata, serve una marcia in più". Secondo Santaniello, "l’accordo sul budget, che certo non soddisfa sul piano finanziario, mostra come, proprio sui temi più delicati, un’intesa alla fine può essere raggiunta. Sta ora alla presidenza austriaca e finlandese, e più ancora a quella tedesca all’inizio del 2007, rilanciare l’Ue e il cammino verso la Costituzione. È però necessario coinvolgere i cittadini, rafforzare la democrazia partecipativa e l’identità europea". Santaniello è autore, assieme a Bino Olivi, del volume "Storia dell’integrazione europea. Dalla guerra fredda alla Costituzione dell’Unione", che verrà presentato nel pomeriggio a Milano (Piccolo Teatro, ore 17.30), con una tavola rotonda cui parteciperanno Mario Monti, Antonio Padoa Schioppa, Alberto Quadrio Curzio e Sergio Escobar.