” “Da qui l’appello alla pastorale ordinaria, che, secondo i presuli, “non può disinteressarsi di queste emergenze o limitarsi a delegarle ai sacerdoti o uffici competenti” e alle comunità cristiane perché “diventino sempre più i luoghi di un’educazione continua all’etica del lavoro, alla corresponsabilità sociale, alla condivisione del valore del lavoro” che è anche “l’offerta quotidiana di sé a Dio”. Constatato che anche a Nordest, “la ricchezza raggiunta nel giro di pochi anni non porta alla realizzazione della persona” i vescovi esortano le parrocchie e le associazioni laicali ad “essere sempre più incarnate in questa realtà quali luoghi di testimonianza concreta della vita buona, di apertura al mondo, di attenzione ai più poveri ed emarginati, con stili di vita rispettosi delle persone e dell’ambiente e in appoggio a quanti sono nel mondo del lavoro”. “Sono questi è la conclusione – i temi sui quali, nella ricca tradizione del movimento sociale cattolico, si dovranno giocare i cristiani del Nordest e che dovranno essere approfonditi nel cammino verso il prossimo convegno della Chiesa italiana a Verona”.