"Per noi cristiani Dio ha piegato il cielo e ha preso sulle sue spalle noi stessi. E così la conoscenza di Dio è divenuta realtà e divenuta amicizia con gli uomini. Ringraziamo Dio perché ha piegato il cielo per noi". Lo ha sottolineato Benedetto XVI, parlando a braccio durante la catechesi odierna, nella quale ha ripetuto la drammatica invocazione di San Girolamo “Signore, piega il tuo cielo e scendi”, per chiedere salvezza in un mondo che sembra ancora dominato “dagli empi che dicono menzogne e giurano il falso”. Ha precisando inoltre che, "soprattutto nel nostro tempo, durante il quale la conoscenza può affrontare problematiche pericolose, non bisogna dimenticare la conoscenza fondamentale che dà senso alla vita, la conoscenza di Dio, il creatore".
All’udienza nell’Aula Nervi erano presenti singoli e gruppi da Italia, Francia, Svizzera, Giappone, Usa, Germania, Brasile, Spagna, Polonia. Tra i tanti, anche una trentina di bambini sopravvissuti alla tragedia della scuola di Beslan, in Russia, ospiti della Protezione civile italiana. Ma anche giovanissimi e adulti componenti di diversi gruppi folkloristici dell’est europeo, che hanno intonato a più riprese i loro cori. Tutti i partecipanti hanno interrotto più volte il Papa con applausi, tanto che Benedetto XVI li ha ringraziati, alla fine, "per l’entusiasmo e la gioia della vostra fede". Nel consueto pensiero conclusivo alle coppie di novelli sposi, ai malati e ai giovani il Papa ha fatto riferimento alla Festa del Battesimo del Signore che ha appena concluso le festività natalizie: "Nel ricordo del vostro battesimo ha concluso – siate pronti a testimoniare con gioia la fede in Cristo in ogni situazione, nella salute e nella malattia, in famiglia, nel lavoro e in tutti gli ambienti".