CONSULTORI FAMILIARI: MEDICI CATTOLICI, "NON STRUTTURE MEDICALIZZATE" MA "LUOGHI DI CRESCITA" APERTI AL VOLONTARIATO

Riaffermazione del ruolo dei consultori per prevenire l’aborto e "necessità di una idonea integrazione con opportune formazioni sociali di base e particolarmente con il volontariato". Lo ha chiesto l’Associazione medici cattolici italiani intervenuta oggi in Commissione Affari Sociali della Camera dei deputati, all’audizione per l’indagine conoscitiva sullo stato di attuazione della legge 194 sulle norme per "la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza". "Occorre valorizzare – si legge nella nota diffusa dall’associazione – lo specifico territoriale e riaffermare la centralità dei consultori, luoghi di crescita, e non strutture medicalizzate, per giungere a proposte concrete e realizzare obiettivi quali la prevenzione delle gravidanze indesiderate, la sconfitta dell’aborto facile o di quello clandestino, ma soprattutto la drastica riduzione degli aborti tardivi oltre il 90° giorno, spesso fino alla 24ª settimana: aborti che rappresentano una vergogna sociale".