I Pacs “sono una falsa rappresentazione di evoluzionismo sociale dietro cui si maschera un silenzioso intento di capovolgere la regola base, per la quale la famiglia debba necessariamente coincidere con il modello tradizionale fondato sul matrimonio eterosessuale, introducendo il tanto acclamato principio della libertà dei modelli familiari”. E’ quanto si legge in un fondo del nuovo numero di "Synthesis", la rivista degli studenti delle Università Pontificie di Roma. “Questa previsione di solidarietà si legge nel testo firmato da Maria Chiara Bavaro – sembrerebbe avere il fine di garantire una tutela per i terzi che, per soddisfare i propri crediti, avrebbero a disposizione il patrimonio di ciascuno dei due soggetti o il patrimonio indiviso della coppia. In realtà, essa sfrutta gli effetti giuridici che sono paragonabili a quelli del matrimonio, tanto fra conviventi quanto nei confronti di terzi".
" Ecco qui spiegata sostiene Bavaro – la vera matrice ispiratrice e fondante del Pacs, dalla quale si trae anche uno degli argomenti per la sua stessa demolizione". Infatti, "se la sua matrice è di tipo prettamente economico, dove si trova si domanda la collaboratrice della rivista la sua speciale utilità? Non basterebbe forse un semplice contratto o un qualunque negozio giuridico ad hoc per la disciplina del caso?".
"Ancora una volta conclude la collaboratrice di “Synthesis” – l’aspetto economico è ciò che guida le scelte di una società in evoluzione, la determinante dello sviluppo di modelli nuovi di aggregazione sociale, rispondenti a un fenomeno sociologicamente rilevante, che risponde al nome di pluralizzazione delle forme familiari".