"La sfida lanciata dalla Tavola ha sottolineato Antonio Papisca, docente all’Università di Padova, intervenendo al Seminario per il decennale della Tavola della pace in corso al Sacro convento di Assisi è quella dell’innesco di processi di genuina democrazia internazionale ‘dalla città all’Onu’, quale presupposto per l’attuazione dell’art. 28 della Dichiarazione universale dei diritti umani: "ogni essere umano ha diritto a un ordine sociale e internazionale nel quale tutti i diritti e le libertà enunciati nella presente Dichiarazione possono essere pienamente realizzati"". Si tratta del concetto di "pace positiva che è allo stesso tempo, indissociabilmente, pace sociale, pace interna e pace internazionale -, da costruire in base al duplice principio dell’interdipendenza e indivisibilità di tutti i diritti umani (economici, sociali, culturali, civili, politici, di solidarietà) e della sussidiarietà". Con la Tavola della pace, ha sostenuto Papisca, "il movimento pacifista fa un considerevole balzo in avanti nel manifestarsi quale soggetto di società civile capace di attivare sinergismi per la costruzione di una nuova cultura politica, segnata da una forte dimensione internazionale, da una altrettanto forte sensibilità per il destino delle istituzioni e dall’ancoraggio al paradigma etico-giuridico dei diritti umani internazionalmente riconosciuti". "E’ in atto ha affermato Donatella della Porta, dell’Università europea di Firenze il processo di costruzione di un movimento globale, rispetto al quale il movimento per la pace ha avuto un’azione prefigurativa per la visione più generale dei problemi (la pace non è solo assenza di guerra ma anche economia e giustizia), e per l’organizzazione a rete". ” ”