“Come si può chiedere ai giovani di interessarsi all’attualità e alla politica quando per primi siamo noi adulti ad essere indifferenti e assuefatti da ciò che ci circonda e dalle guerre in particolare?”. Lo ha detto stamani Giuseppe Guzzetti, presidente di Acri, organizzazione che rappresenta le Fondazioni di origine bancaria e le Casse di Risparmio italiane, intervenendo alla seconda edizione del convegno “Giovani lettori, nuovi cittadini”, promosso a Firenze dall’Osservatorio permanente giovani editori. “Le Fondazioni ha spiegato Guzzetti devono essere strumenti strategici attivi, che collaborano alla promozione della cultura, laddove lo stato e gli enti locali non possono arrivare. Solo partendo dalla cultura, infatti, si può pensare di formare il senso critico nelle nuove generazioni”. Il presidente di Acri ha così chiosato la presentazione della ricerca condotta da Eurisko e dall'”Osservatorio” da cui emerge che la politica e le guerre sono all’ultimo posto nella scala degli interessi dei giovani d’oggi, interessi che però aumentano in coloro che leggono i giornali. “Questi dati, così come il successo del progetto “Un quotidiano in classe” dimostra a giudizio di Giuseppe Mussari, presidente della Fondazione Monte dei Paschi di Siena come sia necessario alimentare queste iniziative che avvicinano la stampa ai giovani, in un rapporto con le nuove generazioni che non è mai risolto e che per questo ci impedisce di adagiarci e ci interroga sulla qualità dei nostri media”. Da qui il dibattito sulle responsabilità di stampa e tv, che spesso, come sottolineato più volte dai partecipanti alla tavola rotonda su “Pagine di guerra: leggere, comprendere, crescere”, lasciano spazio al sensazionalismo e all’assuefazione delle notizie più cruente. (segue)