"Con un Prodotto interno lordo dell’uno o due per cento non si va lontano, non si crea lavoro, non si soddisfano le esigenze dei cittadini. Anche per questo occorre rilanciare l’economia". Wolfgang Schüssel, cancelliere austriaco e presidente di turno Ue, ha indicato nel suo discorso programmatico al Parlamento di Strasburgo gli interventi che intende assumere, "in accordo con il Parlamento e la Commissione", sul versante economico: a questo tema sarà consacrato il summit di fine marzo a Bruxelles. Poi una nota sulle finanze comunitarie: "L’Europa ha bisogno di maggiori risorse proprie, di soldi per crescere. Occorre investire in ricerca, formazione e infrastrutture". Un passaggio che nei successivi interventi dei capigruppo dell’Europarlamento è stato accolto con toni differenti: proprio oggi l’Aula discute delle Prospettive finanziarie 2007/2013, e si profila una bocciatura dell’accordo raggiunto a dicembre dai capi di Stato e di governo proprio perché i fondi a disposizione per la ricerca, l’innovazione e l’allargamento sono ritenuti insufficienti. Infine Schüssel ha spiegato che "non si possono nemmeno eludere altri temi strategici per l’Unione: l’identità e la definizione dei confini; il rilancio della Costituzione; una riflessione sul nostro way of life e sul modello sociale europeo; infine la nostra apertura al mondo". Anche in tali settori Schüssel ha impegnato il suo governo e la presidenza del Consiglio, ricevendo dal presidente della Commissione, Josè Manuel Barroso, "pieno appoggio" e "sostegno concreto".