TERZO SETTORE: 7 MILIONI DI ITALIANI “VICINI” AL MONDO DEL VOLONTARIATO, 221.000 ASSOCIAZIONI. UNA RICERCA E UNA PROPOSTA PER VALUTARNE LA QUALITÀ (2)

“Ma non sarà che il sociale sta diventando troppo inflazionato?”, si è chiesto Giuseppe De Rita, segretario generale della Fondazione Censis e membro della Fondazione Unidea: “L’intervento sociale è esploso, anche tra le imprese, ma quanta coerenza c’è con gli obiettivi di fondo, quanta efficacia? Quali costi? Di fronte ad una presenza così invasiva dobbiamo selezionare la qualità, anche perché il sociale non è più solo volontariato, ma è un grande mercato del lavoro”. Nell’ambito del rapporto è stata condotta una indagine, con un questionario inviato a 350 associazioni, sul tema della “valutazione” (o “rating”): nel 94% dei casi hanno giudicato importante questo aspetto. Il 30% ha già avuto esperienza di valutazione esterna, e il 48% ha sperimentato almeno una volta questo meccanismo. “Il mondo del non profit vuole compiere oggi un salto di qualità”, ha commentato Nadio Delai, curatore della ricerca, “e mostra il desiderio di mettersi in gioco, conoscersi, svilupparsi”. Già un centinaio di associazioni si sono dichiarate disponibili per una sperimentazione proposta dalla Fondazione Unidea. “L’esigenza di valutazione – ha aggiunto Luigi Biggeri, presidente Istat, esperto di valutazione nelle università – è segno di maturità del settore e consente anche di far capire l’impatto del volontariato sul sistema economico e sociale”. Biggeri ha ricordato inoltre che, “se al Sud il volontariato sembra meno presente, è dovuto alla forte partecipazione religiosa, che si sviluppa in forme di volontariato informale, non registrato negli albi”.