EUTANASIA: DVD AL LICEO EINSTEIN DI TORINO. SPAGNOLO (CATTOLICA), “NON È UN’OPZIONE TERAPEUTICA TRA LE ALTRE”

L’eutanasia, o il suicidio assistito, “non può essere un’opzione terapeutica tra le altre”. Un no alla “banalizzazione” di un fenomeno che, specialmente se mostrato ai giovani “attraverso modalità non corrette sul piano informativo” può “stimolare all’emulazione”, viene da Antonio Spagnolo, dell’Istituto di bioetica dell’Università cattolica di Roma, interpellato dal Sir sulla proiezione, al liceo scientifico Einstein di Torino, di un “dvd” svizzero (Paese dove l’eutanasia è legale) sulla “dolce morte” di Micheline, una malata terminale che sceglie di morire con l’aiuto dei medici, attraverso la somministrazione di una bevanda letale. A protestare contro le modalità dell’iniziativa dei 200 studenti in autogestione (unico relatore il ginecologo Silvio Viale, promotore della sperimentazione sulla pillola abortiva Ru486 all’ospedale Sant’Anna di Torino) è stata anche la Curia di Torino, secondo la quale “è discutibile che l’unico modo proposto per eliminare il dolore terminale sia quello dell’eutanasia”. “La risposta al ‘morire senza dolore’ non è anticipare la morte, ma offrire al paziente modalità opportune di assistenza, accompagnamento, sollievo”, ricorda Spagnolo, sottolineando il “paradosso” per cui la pratica dell’eutanasia, o del suicidio assistito, “va contro la scienza, in quanto sarebbe un ostacolo allo sviluppo, di fronte agli attuali progressi della medicina palliativa e della ricerca sui nuovi farmaci”. Oltre alle “ambiguità” del “falso concetto di libertà” che fa da sfondo all’eutanasia, per cui “ci si pone semplicemente il problema di chi sia colui che prende la decisione, più che veder se la decisione è buona in sé”, Spagnolo stigmatizza la “gravità” dell’intervento del medico o dell’operatore sanitario, che “tende a far passare nella gente l’idea che l’eutanasia sia un’opzione terapeutica tra le altre, mentre in realtà è la negazione stessa della professione sanitaria”.