Le elezioni in Iraq dello scorso 15 dicembre sono state "una catastrofe" per le comunità cristiane irachene, "che continuano ad essere vittime di attentati, sequestri e intimidazioni": lo afferma mons. Andraos Abouna, vescovo ausiliare di Baghdad, in una dichiarazione rilasciata al notiziario on line di "Aiuto alla Chiesa che soffre", sezione portoghese. I cristiani iracheni, precisa mons. Abouna, "pregano perché le elezioni costituiscano un segnale della fine dell’instabilità nel Paese". Nell’intervista il vescovo accenna alle "frodi" e agli "errori" nel processo elettorale: "Come si può costituire un governo attraverso una elezione fraudolenta? Per costruire una democrazia, i risultati dovrebbero essere chiari e al di là di ogni sospetto". Il commento del vescovo ausiliare è riferito alle visite degli osservatori internazionali che stanno indagando sulle possibilità di frodi elettorali, nell’ambito di una iniziativa appoggiata dalle Nazioni Unite e dagli Usa. Duecentoventisette urne delle elezioni parlamentari che si sono svolte il 15 gennaio saranno infatti gettate via a causa di frodi, come ha detto la Commissione elettorale irachena (Ieci), precisando che si tratta di meno dell’1% del totale delle urne in tutto il paese (quasi 32.000). Secondo gli osservatori internazionali i risultati potrebbero confermare la vittoria dell’Alleanza irachena unificata (Aiu), che annuncia l’introduzione della legge islamica. Dopo l’annuncio dei risultati non certificati, potranno essere presentati altri ricorsi, e potrebbero essere necessari fino a due settimane per esaminarli. Solo allora più o meno agli inizi di febbraio – verranno annunciati i risultati definitivi delle elezioni.” ”