"L’unica e vera forma di comunione spirituale con i defunti è l’incontro orante nel Signore, massimamente espresso nella celebrazione eucaristica". A ribadirlo è la diocesi di Modena, in una nota in cui risponde alle richieste di "chiarimento", giunte dai fedeli, riguardo alla manifestazione "La vita oltre la vita", indetta ogni anno a fine gennaio, a Modena, da un’associazione di Carpi, "La casa dell’albero", che raccoglie medium, spiritisti e sedicenti "esperti" dell’occulto, tra cui persone che asseriscono di poter parlare con i defunti e di poter mettere in comunicazione questi ultimi con i propri cari. L’Ufficio stampa diocesano mette in guardia da "coloro che giocano con il dolore di chi ha perso una persona cara". La Chiesa di Modena-Nonantola, si legge nel comunicato, "intende rimarcare la sua totale estraneità" a manifestazione del genere e raccomanda ai fedeli di "rimanere saldi nella fede" in "Cristo morto e risorto, primizia di coloro che sono morti". "Di fronte all’ambiguità del messaggio che tale manifestazione presenta e ad espressioni chiaramente in contrasto con la fede cattolica è il passo centrale della nota la Chiesa ribadisce che l’unica e vera forma di comunione spirituale con i defunti è l’incontro orante nel Signore, massimamente espresso nella celebrazione eucaristica". Da anni, la diocesi di Modena-Nonantola propone a chi ha perso un figlio o una persona cara un percorso pastorale specifico, "Credo la vita eterna", con la presenza di un sacerdote, momenti di scambio e di confronto, incontri scanditi dalla meditazione della Parola di Dio e dalla celebrazione eucaristica; è a disposizione in diocesi anche una biblioteca sull’elaborazione del lutto.