Pubblichiamo la nota Sir di questa settimana. Il primo capodanno di Papa Benedetto XVI e l’ultimo del mandato settennale del presidente Ciampi è stata l’occasione, oltre che per uno scambio non formale di auguri, per rinnovare lo speciale legame tra i due Stati che convivono nella città di Roma e più ampiamente per riaffermare le positive relazioni, in Italia, tra Stato Chiesa. Ciampi ha riaffermato la laicità dello Stato ed ha sottolineato, in un messaggio tutto modulato sulla singolare esperienza di dialogo con i cittadini che ha intessuto il suo mandato come ha avvertito "nella concordia e nella condivisione di fondamentali valori da parte di Stato e Chiesa, e nella collaborazione, nella società, di laici e credenti, un elemento di grande forza per la nostra Patria". C’è qui la realtà dell’identità italiana, su cui il Papa è ritornato nel primo degli auguri natalizi, quest’anno espressi in 33 lingue: "possa il popolo italiano ha affermato – mantenere sempre viva la memoria di questo evento – il Natale, cioè l’Incarnazione – su cui poggia quell’eredità cristiana che ha fecondato la tradizione, l’arte, la storia e l’intera cultura dell’Italia". C’è l’identità della "laicità", termine su cui non sono mancati in questi ultimi tempi gli equivoci, ma che esprime, come non si è stancato di ripetere il Papa, non il rifiuto dell’ispirazione cristiana, ma la sua fecondità nel mondo. Questo vale anche nella prospettiva più ampia, che è quella europea: nel programmatico discorso di auguri alla Cura romana ha ricordato che "nel periodo tra le due guerre mondiali e ancora di più dopo la seconda guerra mondiale, uomini di Stato cattolici avevano dimostrato che può esistere uno Stato moderno laico, che tuttavia non è neutro riguardo ai valori, ma vive attingendo alle grandi fonti etiche aperte dal cristianesimo". Questo clima sereno, fattivo e positivo è di buon auspicio per le molteplici sfide del nuovo anno, a partire proprio dalla necessità di una rinnovata fiducia, necessario presupposto per un rinnovato slancio di tutte la società. Nell’annuale sondaggio di fine/inizio anno, realizzato da Gallup a livello mondiale, l’Europa (tanto occidentale quanto orientale) è ancora una volta la regione in cui prevalgono i toni riflessivi: l’anno che inizia non si percepisce come migliore di quello appena concluso. In Italia in particolare lo scarto tra ottimisti e pessimisti sarebbe negativo di cinque punti percentuali. E’ la sindrome delle "aspettative decrescenti": è un ciclo, che da non pochi anni caratterizza il nostro continente, che deve essere chiuso e superato. Fare chiarezza e rilanciare ideali e principi, identità e radici, anziché intortarsi sul presente e le sue mille pulsioni, può aiutare a riprendere slancio e fiducia.