La "grave malattia" che ha colpito il primo ministro israeliano, Ariel Sharon, "non sembra far venir meno la spinta" verso il "traguardo" di giungere ad una "pacifica convivenza" in Terra Santa. E’ l’opinione dei vescovi italiani, espressa oggi dal card. Camillo Ruini, presidente della Cei, in apertura del Consiglio episcopale permanente. Il porporato ha definito quella che sta attraversando la Terra Santa "una fase tanto importante quanto delicata" e ha proposito delle "imminenti" elezioni politiche palestinesi ha commentato: "Al di là dei loro esiti numerici, è essenziale che tutte le maggiori forze rappresentative di quelle popolazioni, e naturalmente gli stessi israeliani, entrino davvero nella prospettiva ribadita dal Papa nel discorso al Corpo Diplomatico, che cioè lo Stato d’Israele possa sussistere pacificamente in conformità alle norme del diritto internazionale e nel contempo il popolo palestinese possa sviluppare serenamente le proprie istituzioni democratiche, per un avvenire libero e prospero". In Iraq, intanto – dopo le elezioni del 15 dicembre che "hanno registrato un’alta partecipazione al voto, anche da parte dei Sunniti", prosegue "il faticoso cammino verso la costruzione di autonomi assetti democratici, ma continuano anche gli attentati terroristici, spesso estremamente sanguinosi", ha fatto notare il presidente della Cei, per il quale "la realizzazione di veri accordi tra tutte le componenti della popolazione sembra la premessa indispensabile per isolare i fanatici del terrorismo e far compiere un passo decisivo al processo di pacificazione". Quanto alla "tensione" e alle "preoccupazioni" dopo la decisione delle autorità iraniane di togliere i sigilli agli impianti per le attività di ricerca nucleare, secondo la Cei "ciò conferma la necessità e l’urgenza di invertire la direzione di marcia, sostituendo all’attuale tendenza alla proliferazione un progressivo e concordato disarmo nucleare".