"Come Chiese siamo in attesa di passi concreti ma siamo qui oggi per contribuire a dare testimonianza di vita cristiana nel mondo". Lo ha detto Jean-Arnold De Clermont, presidente del Consiglio delle Chiese europee (Kek) nonchè presidente della Federazione protestante di Francia, presentando questa mattina alla stampa l’incontro a Roma dei 150 delegati di Chiese e conferenze episcopali per dare il via al processo di preparazione alla Terza Assemblea Ecumenica europea (Sibiu, 2007). Durante la "tappa romana", i delegati incontreranno due volte papa Benedetto XVI: domani, alle 17 e 30, alla celebrazione dei vespri nella basilica di San Paolo Fuori le Mura e giovedì in udienza privata. "Penso ha detto De Clermont che neanche le Chiese più piccole mettono in dubbio il primato d’onore che ha il vescovo di Roma nella chiesa universale ma questo purtroppo non risolve ancora la questione circa il primato nella sua giurisdizione". Insomma, "c’è ancora moltissimo da lavorare, sulla linea della Ut unum sint". Tre le priorità delle chiese cristiane d’Europa messe in evidenza oggi da De Clermont. La prima, "la più importante è la sfida della secolarizzazione del mondo contemporaneo di fronte alla quale le Chiese devono rispondere insieme. Spesso si perde troppo tempo a lavorare sulle sfumature ecclesiologiche mentre diventa sempre più urgente approfondire la teologia biblica e il modo in cui i cristiani possono mettere in pratica la Parola di Dio". La seconda priorità è l’impegno sui temi messi in agenda dalla Charta Oecumenica firmata dalle Chiese nel 2001 a Strasburgo riguardo all’"approfondimento teologico e spirituale e all’impegno concreto a livello sociale". Infine, la terza sfida, quella di "sperare le frontiere. Siamo troppo chiusi nei nostri ambienti ecumenici nazionali ha detto il francese De Clermont -. Dobbiamo invece entrare in rete e invitare i cristiani d’Europa ad incontrarsi, a conoscersi, a lavorar insieme".