Il Rapporto sottolinea che quasi la metà dei disoccupati nel mondo è costituita da giovani tra i 15 e i 24 anni e che “la loro probabilità di rimanere disoccupati è tre volte superiore a quella degli adulti”. L’Ilo definisce questo dato ” critico “, visto che i giovani rappresentano solo il 25 per cento della popolazione in età lavorativa. Aumenta invece la quota del totale di occupati nel settore dei servizi in tutte le regioni, tranne che in Medio Oriente e nel Nord Africa. “Se il settore dei servizi continuerà a crescere a questi ritmi – avverte l’Ilo -, molto presto supererà quello dell’agricoltura che detiene il primato nel creare occupazione”. “Considerate queste tendenze – osserva Somavia -, è necessario riformulare le strategie sullo sviluppo e la crescita “, ha dichiarato Somavia. “In molti paesi, i lavoratori del settore agricolo vivono in condizioni di povertà nella speranza di trovare qualcosa di meglio nelle aree urbane ma finiscono per trovare una situazione poco migliore se non analoga, svolgendo lavori occasionali o esercitando il commercio al minuto”. Il rapporto ha anche evidenziato che il divario occupazionale tra donne e uomini si è ridotto nell’ultimo decennio benché rimanga ancora ampio. Nel 2005, il 52,2 per cento delle donne adulte era occupato, rispetto al 51,7 per cento del 1995. Nel 2005, le donne costituivano circa il 40 per cento della forza lavoro globale.