"La comunicazione autentica esige coraggio e risolutezza. Esige la determinazione di quanti operano nei media per non indebolirsi sotto il peso di tanta informazione e per non adeguarsi a verità parziali o provvisorie. Esige piuttosto la ricerca e la diffusione di quello che è il senso e il fondamento ultimo dell’esistenza umana, personale e sociale". E’ questo, secondo Benedetto XVI, il modo in cui "i media possono contribuire costruttivamente alla diffusione di tutto quanto è buono e vero". Nel suo messaggio per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali del prossimo 28 maggio dal tema "I media: rete di comunicazione, comunione e cooperazione", diffuso oggi, festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti cattolici, il Pontefice avverte: "anche se i media facilitano lo scambio di informazioni e idee, allo stesso tempo possono essere contaminati dall’ambiguità" rischiando di "generare una monocultura che offusca il genio creativo, ridimensiona la sottigliezza del pensiero complesso e svaluta la peculiarità delle pratiche culturali e l’individualità del credo religioso". Così i media da “grande tavola rotonda per il dialogo dell’umanità" diventano "industria fine a se stessa, rivolta unicamente al guadagno, perdendo di vista il senso di responsabilità nel servizio al bene comune". A riguardo il Papa ribadisce la necessità di "garantire sempre un’accurata cronaca degli eventi, un’esauriente spiegazione degli argomenti di interesse pubblico, un’onesta presentazione dei diversi punti di vista" sostenendo ed incoraggiando "la vita matrimoniale e familiare". "In collaborazione con i genitori, i mezzi della comunicazione sociale e le industrie dello spettacolo possono essere di sostegno nella difficile ma altamente soddisfacente vocazione di educare i bambini, presentando modelli edificanti di vita e di amore umano. Come ci sentiamo scoraggiati e avviliti scrive il Pontefice – quando si verifica il contrario!". (segue)” ”