PROLUSIONE CARD. RUINI: NOTA SETTIMANALE

Pubblichiamo la nota Sir di questa settimana

Non è ancora ben chiara la data, ma è certo che le elezioni politiche sono imminenti. Così, nella prolusione al Consiglio permanente della Cei, il cardinale Ruini ha affrontato l’argomento, illustrando molto chiaramente il punto di vista della Chiesa. Ha ribadito, il presidente della Cei, un doppio movimento: da un lato "non coinvolgimento", dall’altro "riproposizione dei contenuti". Non ci coinvolgiamo nelle scelte di schieramento politico o di partito, ha detto il cardinale Ruini, ma "nello stesso tempo è nostro dovere riproporre, con rispetto e chiarezza, agli elettori e ai futuri eletti, quei contenuti irrinunciabili, fondati sul primato e sulla centralità della persona umana, da articolare nel concreto dei rapporti sociali e sul perseguimento del bene comune, prima di pur legittimi interessi particolari, che appartengono al patrimonio della dottrina sociale della Chiesa, ma, non sono norme peculiari della morale cattolica, bensì, come ha detto il Papa, verità elementari che riguardano la nostra comune umanità". Strategica, in questo momento, è la decisione legislativa sui fondamentali temi antropologici, famiglia e vita, su cui in diversi Paesi i parlamenti legiferano innovando profondamente rispetto ad una storia millenaria e consolidata. La partita insomma è importante e questo comporta un "supplemento di attenzione a questi temi nelle scelte degli elettori e poi nell’esercizio delle loro responsabilità da parte dei futuri parlamentari". L’attenzione non è circoscritta al momento elettorale, ovviamente. La Chiesa non parteggia, non si schiera, ma riafferma "la sua vocazione di essere il segno e la salvaguardia del carattere trascendente della persona umana", con chiare indicazioni di valore. Di fronte alle grandi sfide della "questione antropologica" non si deve avere timore di denunciare forzature ideologiche: bene ha fatto il presidente della Cei a criticare la presa di posizione del Parlamento europeo in tema di riconoscimento delle unioni omosessuali. Nello stesso tempo, l’impegno è, comunque sia, di ritessere con amore un tessuto di valori, di interessi e di consenso, di rivalutare un "comune sentire" costruito sul "vissuto cristiano", che è laicamente patrimonio di tutti. È l’impegno della Chiesa, ma è un impegno che tanti condividono: "Nell’attuale situazione italiana – ha ribadito il card. Ruini – anche con questo atteggiamento intendiamo contribuire al rasserenamento del clima e a quella concordia sui valori e gli interessi fondamentali della nazione di cui si avverte acutamente il bisogno". Conforta da questo punto di vista il largo consenso (a parte irriducibili ormai isolati) che anche dal mondo politico è arrivato ad una Chiesa vigile, serena, aperta e appassionata del bene comune.