"Con tutte le cautele del caso mi sembra un risultato in qualche modo annunciato e previsto anche dallo stesso presidente palestinese Abu Mazen". Rileggendo i dati provvisori, in attesa di conoscere quelli ufficiali, Antonella Caruso, esperta di questioni mediorientali e consigliere scientifico di Limes, commenta così, in un’intervista al Sir, l’affermazione di Hamas alle elezioni palestinesi di ieri. Secondo l’esperta a pesare sul voto è stata anche "l’attività svolta da Hamas nel campo sociale, culturale, sanitario nei Territori. Gli elettori dice hanno, inoltre, voluto premiare l’integrità morale dei suoi esponenti. Hamas è riuscita a far passare il ritiro unilaterale di Israele da Gaza come una sua vittoria”. Presto per dire quali saranno le mosse della fazione islamista, tuttavia, secondo Caruso, "Hamas è chiamata a fare scelte pragmatiche tenendo conto che il processo di pace è un percorso ormai obbligato. Altro banco di prova sarà la smilitarizzazione del movimento". A riguardo l’annuncio di Hamas di "continuare la lotta armata contro Israele" suona, almeno adesso, come inevitabile poiché "la rinuncia suonerebbe come un tradimento nei confronti dei suoi elettori. Le aspettative dopo questo voto sono altissime e Hamas non vuole bruciarsi". Qualunque sia il prossimo Governo palestinese l’esito elettorale di ieri, conclude il consigliere scientifico di Limes, "inciderà sulle elezioni israeliane di marzo. La paura e le preoccupazioni di un Governo palestinese con Hamas potrebbero radicalizzare il voto israeliano. E questo potrebbe mettere a rischio il futuro di pace nella regione”.