Secondo frère Alois oggi, da parte dei giovani, “non c’è interesse per le questioni complesse e difficili” poste dal dialogo ecumenico. “Sono altri gli interrogativi dei giovani – spiega -. Questioni spirituali, esistenziali. Si chiedono come la fede possa sostenere le loro decisioni. Noi dobbiamo collegare questi due mondi che si allontanano dall’interesse per l’ecumenismo. Il dialogo ecumenico è avanzato molto, anche se ci sono ancora molte questioni sul tappeto”. Le attese della Comunità di Taizè in preparazione all’Assemblea di Sibiu riguardano lo “scoprire più profondamente che Cristo ci unisce, in una sorta di ecumenismo spirituale. L’urgenza è ora di approfondire la fede. E questa urgenza è espressa oggi da tutte le Chiese”. Frère Alois si è detto anche “molto contento” del tema trattato nella prima enciclica di Benedetto XVI: “E’ un tema centrale per la fede cristiana, e un tema centrale anche per i giovani di oggi, che si chiedono: cos’è veramente l’amore, cosa amare? Sono molto contento di come il Papa affronta l’argomento spiegando che eros e agape non possono essere separati. E’ molto bello ricordare questo messaggio cristiano, sfortunatamente dimenticato per molto tempo”.