” “La vittoria di Hamas "è un cataclisma politico che tronca non una esperienza di governo, ma un’epoca storica. Ad un’era povera di risultati né succede un’altra disillusa dalla speranza". E’ quanto scrive in una nota per il Sir lo storico Romanello Cantini a commento del voto palestinese del 25 gennaio. "I palestinesi si legge – hanno dato la maggioranza ad Hamas che ha ancora nella sua carta il proposito di distruggere Israele, che molto spesso immagina una Palestina tutta alla legge coranica, che negli ultimi anni ha rivendicato almeno venti attentati suicidi contro gli israeliani". Per lo storico "su questo risultato clamoroso ha influito il discredito crescente di Al Fatah macchiato dalla corruzione, la fitta rete capillare di Hamas fatta di iniziative assistenziali che vanno dalla sanità alla scuola soprattutto in un periodo in cui i palestinesi sono sempre più sprofondati in una povertà sempre più avvilente e angariata dalla repressione nei territori". Le elezioni in Palestina "offrono un quadro finora mai visto di una organizzazione terroristica che come partito diventa forza esclusiva di governo. In questo scenario ogni attentato può essere visto non solo come un atto terroristico di un singolo, ma come un atto di guerra di uno stato. Forse proprio per questa consapevolezza per cui un maggiore potere presuppone anche una maggiore responsabilità, gli esponenti di Hamas hanno già precisato che intendono prolungare la tregua con Israele iniziata un anno fa. È solo un piccolissimo spiraglio conclude – da cui ci si può augurare in tempi non lontani anche l’accettazione del rifiuto della violenza da parte dei vincitori di oggi".” ” ” “