La relazione Brok sulla politica estera dell’Ue, che verrà esaminata domani dall’Assemblea riunita a Bruxelles, deplora il fatto che "spesso le risoluzioni e le relazioni del Parlamento riguardanti le varie aree geografiche di interesse per l’Unione non siano state prese in considerazione dal Consiglio e dalla Commissione". L’Emiciclo rivendica un maggior coinvolgimento nella definizione delle linee direttrici della politica estera comunitaria e si palesa un ricorso alla Corte di giustizia. Inoltre gli eurodeputati sostengono che "la clausola dei diritti umani e della democrazia sia estesa a tutti i nuovi accordi tra l’Ue e i paesi terzi". Il testo che passerà al vaglio dell’Emiciclo si sofferma su alcune aree critiche: i Balcani sono ritenuti un’area prioritaria di attenzione dei 25, anche perché "la futura adesione dei paesi dei Balcani occidentali rappresenterà un ulteriore passo verso la riunificazione dell’Europa". Una "soluzione costruttiva" è invocata per il Kosovo. Si richiede, invece, di sviluppare le relazioni con la Cina, "in modo tale da compiere progressi non solo nel settore commerciale ed economico, ma anche sulle questioni relative ai diritti umani e alla democrazia". Altrimenti, dovrebbe "essere mantenuto l’embargo sulle armi". Per la Terra Santa la relazione Brok invita il "Consiglio a rinnovare gli sforzi, nel contesto del Quartetto, per rilanciare i negoziati tra israeliani e palestinesi". ” ”