I vescovi, si legge nel Comunicato finale (testo integrale) del Consiglio episcopale permanente, "in continuità con le indicazioni conciliari e il magistero pontificio, ribadiscono la linea di non coinvolgimento della Chiesa, e quindi dei pastori e degli organismi ecclesiali, rispetto agli schieramenti politici e ai partiti; ciò non significa comunque indifferenza o disinteresse da parte della Chiesa e dei cattolici verso la vita pubblica,verso la quale vanno riproposti quei contenuti irrinunciabili che sono fondati sul primato e la centralità della persona e sul perseguimento del bene comune". I principi della dottrina sociale della Chiesa "sulla persona e sul rispetto della vita umana, sulla famiglia, sulla libertà scolastica, la solidarietà, la promozione della giustizia e della pace" sono dunque per la Chiesa italiana il banco di prova per valutare i programmi delle forze politiche e sociali, secondo la prospettiva già indicata da Giovanni Paolo II al Convegno ecclesiale di Palermo (1995). In particolare, proseguono i vescovi, i futuri parlamentari dovranno impegnarsi a "non introdurre normative che non rispondono ad effettive esigenze sociali, e invece compromettono gravemente il valore e le funzioni della famiglia fondata sul matrimonio e il rispetto che si deve alla vita umana dal concepimento al suo termine naturale". Interrogato dai giornalisti circa l’ammissibilità, nei programmi politici degli schieramenti attuali, dei "pacs", Betori ha precisato: "Dipende da quali pacs, ce ne sono diverse forme: alcune di esse non possono essere accettate perché violano il riconoscimento che spetta soltanto alla famiglia fondata sul matrimonio". Quanto al "clima di autentico dialogo e di sereno confronto tra le parti", auspicato dai vescovi nel Comunicato finale, il segretario generale della Cei ha puntualizzato che "non è una novità, è un auspicio di sempre. Anche in campagna elettorale, comunque, vanno garantite le condizioni di serenità ed equilibrio che devono sempre caratterizzare il confronto politico. Sta poi alle istituzioni e alle forze politiche scegliere le modalità più opportune perché sia garantito questo clima".