BENEDETTO XVI: DISCORSO AL CORPO DIPLOMATICO. EMERGENZE UMANITARIE, "NESSUNO STATO SI SOTTRAGGA ALLE PROPRIE RESPONSABILITÀ"

Fame, povertà, immigrazione forzata. Si chiude con un pensiero allo "sterminato esercito dei poveri" che "anche se non in guerra", della guerra "sono vittime inermi", il discorso che questa mattina papa Benedetto XVI ha tenuto ricevendo il Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede. "Alla mente – ha detto il Papa – si affacciano spontaneamente anche le immagini sconvolgenti dei grandi campi di profughi o di rifugiati" e "tutti coloro che condizioni di vita non degne spingono ad emigrare, lontano dal loro Paese e dai loro cari, nella speranza di una vita più umana. Né possiamo dimenticare la piaga del traffico di persone, che resta una vergogna del nostro tempo". "Di fronte a queste “emergenze umanitarie” – ha proseguito il Pontefice – così come ad altri drammatici problemi dell’uomo, molte persone di buona volontà, diverse istituzioni internazionali ed organizzazioni non governative non sono rimaste inerti. Ma si richiede un accresciuto sforzo congiunto delle Diplomazie per individuare nella verità, e superare con coraggio e generosità, gli ostacoli che tuttora si frappongono a soluzioni efficaci e degne dell’uomo. E verità vuole che nessuno degli Stati prosperi si sottragga alle proprie responsabilità ed al dovere di aiuto, attingendo con maggiore generosità alle proprie risorse".