TERRA SANTA: PADRE JAEGER (ESPERTO MEDIO ORIENTE), "PROBABILE L’USCITA DI SCENA DI SHARON MA PER IL FUTURO POLITICO DI ISRAELE BISOGNA ATTENDERE IL VOTO DI MARZO"

"Nessuno conosce i piani di Sharon rispetto alle questioni interne o pendenti con i palestinesi perché non divulgava i suoi piani. Invitava invece l’elettorato ad avere fiducia in lui. E’ dunque impossibile dire, con la sua probabile uscita dalla vita politica, fino a che punto i futuri programmi del Governo corrisponderanno o meno a quelli che sarebbero stati con Sharon in carica". E’ l’opinione del religioso francescano David Maria Jaeger, esperto di questioni mediorientali, sul futuro della politica israeliana ora che Ariel Sharon versa in condizioni "gravi ma stabili" all’ospedale Hadassah di Gerusalemme dopo essere stato colpito nei giorni scorsi da emorragia cerebrale. In un’intervista rilasciata al Sir (su old.agensir.it), padre Jaeger afferma che il vicepremier Ehud Olmert potrebbe "rappresentare una soluzione di continuità" ma "tutto sarà affidato all’esito del voto" del prossimo 28 marzo. A questo proposito per l’esperto "una coalizione tra il nuovo partito di Sharon, Kadima, e i laburisti in questo momento sembrerebbe la più naturale". Questa fase di attesa politica influisce anche sul negoziato per l’Accordo Fondamentale tra Santa Sede e Israele. "Nel campo dei rapporti bilaterali con la Chiesa cattolica – dichiara padre Jaeger – Sharon è stato il più attento tra tutti i presidenti del Consiglio che Israele abbia mai avuto. Fu lui ad annullare il piano deliberato dal suo predecessore, Barak, di costruire una moschea davanti la basilica dell’Annunciazione a Nazareth, e fu ancora lui a ordinare la ripresa dei negoziati con la Santa Sede interrotti nell’agosto del 2003. Quando poi, lo scorso anno, alcuni funzionari del Governo lanciarono un attacco personale a Benedetto XVI e al suo predecessore Giovanni Paolo II, fu Sharon a prenderne le distanze e a chiarire che tali attacchi non erano rappresentativi della sua posizione e di quella del suo Governo”.