“Non basta limitarsi a diffondere i nostri contenuti cattolici; è necessaria, innanzitutto, una vita personale e collettiva in accordo con il Vangelo”. È il richiamo del presidente del Pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali, mons. John Patrick Foley, contenuto nel saluto al Congresso mondiale delle televisioni cattoliche in corso a Madrid fino al 12 ottobre. Sottolineando che “i mutamenti tecnologici nell’industria mediatica richiedono” di essere coscienti “del protagonismo della comunicazione nel mondo attuale e della necessaria convergenza dei media classici con quelli legati alle nuove tecnologie”, mons. Foley si dice “sempre più convinto che la Chiesa debba essere coinvolta” in questo universo “ad ogni livello”. Per l’arcivescovo, infatti, “il Vangelo, la Buona novella di Cristo è il messaggio più importante che l’uomo possa ricevere”. Concorda l’arcivescovo di Madrid, card. Antonio Maria Rouco Varela, sottolineando che “tramite la tv l’annuncio evangelico può raggiungere persone non raggiungibili attraverso altri mezzi di comunicazione”. Pertanto, ha affermato l’arcivescovo, “è tempo di intraprendere il cammino di un assestamento istituzionale delle tv cattoliche nelle diverse regioni geografiche e culturali dove è presente la Chiesa”.