I movimenti per la vita portoghesi, che si oppongono alla legalizzazione dell’interruzione volontaria della gravidanza, hanno annunciato che metteranno a punto una vera e propria strategia nei confronti del referendum sull’aborto solo dopo la discussione in Parlamento, il prossimo 19 ottobre, che deciderà se il referendum si farà o meno. Isilda Pegado, presidente della Federazione portoghese per la difesa della vita, ha detto che "non esiste ancora una precisa strategia, semplicemente perché non si sa ancora se il referendum si farà". Dopo la decisione dell’Assemblea della Repubblica, occorrerà attendere anche il parere del presidente della Repubblica e quello del Tribunale costituzionale. La presidente della Federazione ha aggiunto: "Sono necessari buon senso e rispetto per le istituzioni". La dichiarazione di Pegado è stata rilasciata in occasione del Congresso internazionale della preghiera per la vita, organizzato dall’Apostolato mondiale di Fatima, che ha visto la partecipazione di circa 300 persone in rappresentanza di una trentina di Paesi. Il presidente internazionale dell’Apostolato, Américo López-Ortiz, ha rilevato che in causa non c’è solo l’aborto, ma anche il problema dell’eutanasia e ha lanciato un appello, affinché "il popolo portoghese s’impegni attivamente contro l’aborto, per riaffermare con decisione la sua personalità cattolica".