"La via dell’indulgenza e del dialogo, che il Concilio Vaticano II ha felicemente intrapreso, va sicuramente proseguita con ferma costanza", tuttavia "non deve far dimenticare il dovere di ripensare e di evidenziare sempre con altrettanta forza le linee maestre e irrinunciabili della nostra identità cristiana". Lo ha ribadito Benedetto XVI nell’udienza di oggi in piazza san Pietro, prendendo spunto da una lettera di Giuda Taddeo in cui "la preoccupazione centrale è di mettere in guardia i cristiani da tutti coloro che prendono pretesto dalla grazia di Dio per scusare la propria dissolutezza e per traviare altri fratelli con insegnamenti inaccettabili, introducendo divisioni all’interno della Chiesa". "D’altra parte ha aggiunto il Papa – occorre avere ben presente che questa nostra identità non si gioca su di un piano semplicemente culturale né ad un livello superficiale, ma richiede la forza, la chiarezza e il coraggio della provocazione che sono propri della fede". "Tanto Simone il Cananeo quanto Giuda Taddeo ha concluso Benedetto XVI – ci aiutino a riscoprire sempre di nuovo e a vivere instancabilmente la bellezza della fede cristiana, sapendone dare testimonianza forte e insieme serena".