TV CATTOLICHE: CARD. AGRÉ (COSTA D’AVORIO), "IN AFRICA VOGLIAMO RECUPERARE I RITARDI"

"Riconoscere il ritardo del continente africano in ambito televisivo e tecnologico non significa ritirarsi. Servono, al contrario, resistenza, perspicacia, competenze professionali, leggi locali e internazionali, connessione con il satellite e ricerca di fondi per lanciare catene e programmi televisivi cattolici anche in Africa": lo ha affermato il cardinale Bernard Agré, arcivescovo di Abidjan (Costa d’Avorio), intervenendo oggi al Congresso mondiale delle tv cattoliche in corso fino al 12 ottobre a Madrid. Nelle tv pubbliche, ha detto il card. Agré, "la partecipazione effettiva dei cattolici ai programmi televisivi costituisce, senza dubbio, un fatto visibile". Molti sono infatti i presentatori, produttori e tecnici che vi lavorano. Con le tv internazionali la relazione è più complessa: spesso sono interessati alla Chiesa africana "per semplice curiosità turistica, se non per folklore" e "gli interessi possono essere divergenti": "E’ auspicabile che queste équipe di professionisti accettino di lavorare con i professionisti africani". Il cardinale ivoriano riconosce la scarsa esistenza delle tv private cattoliche: solo quattro progetti diocesani in Tanzania, Zambia e due in Congo, più alcune agenzie di produzione. Il card. Agré ha concluso auspicando, tra l’altro, la costituzione di "una nuova generazione di produttori africani", l’aiuto reciproco tra realtà televisive cattoliche di diversi Paesi del mondo.