TV CATTOLICHE: CASETTI (UNIVERSITÀ CATTOLICA), IL RUOLO DEI CATTOLICI NEL “SUPERMARKET” MONDIALE DELLA TELEVISIONE DIGITALE (2)

In questo panorama, si è chiesto Casetti, quale ruolo possono giocare la Chiesa e i cattolici? “Innanzitutto – ha suggerito – è opportuno sottolineare la necessità di una forte azione di formazione dei telespettatori" perché "nonostante l’apparente euforia legata all’abbondanza delle possibilità, il bisogno di orientamento sarà evidente". In secondo luogo, ha aggiunto, “può essere opportuno chiedersi se le istituzioni ecclesiastiche (diocesi, conferenze nazionali, ecc.) debbano essere presenti in prima persona nel panorama mediale, e in particolare nel panorama televisivo, o se si debbano limitarsi a una azione di raccordo e sollecitazione, rivolta soprattutto agli operatori della comunicazione di ispirazione cristiana”. In terzo luogo, ha sottolineato, è necessaria “una circolazione dei programmi di ispirazione cristiana; nonostante le difficoltà linguistiche, e nonostante la diversità delle culture, è importante farsi conoscere e conoscersi”. “In un paesaggio mediale contraddistinto da rigidi parametri economicismi – ha concluso – attivare una programmazione televisiva nella logica non della conquista dell’audience, ma del dono personale, può costituire un forte elemento di distinzione. E può anche candidare ad acquisire quelle funzioni fin qui riservate al servizio pubblico".