"La violenza sui bambini non è inevitabile. Può e deve essere prevenuta": è stato questo il messaggio, ripetuto più volte, durante la presentazione, oggi a Roma, del Rapporto delle Nazioni Unite sulla violenza sui bambini. "Per molti bambini la violenza è una routine e fa parte della realtà quotidiana", questa è l’inquietante constatazione dello studio. Si stima che, nel 2002, almeno 53.000 bambini tra 0 e 17 anni siano stati assassinati nel mondo, in Europa circa 1500 l’anno, dove il Paese con il più alto numero di omicidi è la Russia. Tra i 133 e i 275 milioni di bambini assistono a violenze familiari e tra i 100 e i 140 milioni di ragazze subiscono mutilazioni genitali. "Le femmine, soprattutto disabili, sono più a rischio abbandono ha detto Antonio Sclavi, presidente Unicef Italia -, e subiscono maltrattamenti come fasciature, marchiature, costrizioni ad ingrassare, esorcismi. La maggior parte degli abusi avviene in famiglia". Non migliore è la situazione negli istituti: circa 8 milioni di bambini nel mondo subiscono violenze, "a volte perfino trattamenti elettroconvulsivi e somministrazione di droghe". Sono invece 1 milione i bambini negli istituti di detenzione. In 77 Paesi le punizioni violente sono accettate come misure disciplinari legali. Tra il 20 e il 65% dei bambini dichiarano di essere stati vittime di bullismo.