VERONA 2006: IL CONTRIBUTO DEI CAPPELLANI DELLE CARCERI

“Una presenza sempre più qualificata della Chiesa”; l’elaborazione di un documento dei vescovi sulla pastorale carceraria; “la creazione in ogni diocesi di un Ufficio di pastorale penitenziaria e, a livello nazionale, di una Commissione episcopale ad hoc”; “uno spazio di formazione specifico nei seminari per i futuri sacerdoti, e la costituzione di una Consulta cristiana “. Sono le richieste contenute nel “Documento dei cappellani delle carceri”, curato dall’Ispettore generale mons. Giorgio Caniato e offerto come contributo di riflessione al Convegno di Verona. “Un documento non esaustivo – spiega mons. Caniato – ma indicativo di una grande realtà fatta di persone, strutture, fatti in cui opera la Chiesa” e che, tra i cinque ambiti di riflessione, “si inserisce in quello della fragilità”. Completa il testo una riflessione di Luciano Eusebi, docente di diritto penale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, intitolata “Dinanzi alla fragilità rappresentata dall’errore”. Oggetto di analisi del penalista, il significato umano e divino della giustizia, il valore del perdono, la necessità di una riforma del sistema sanzionatorio e alcune linee per “una giustizia più feconda e umana”. Sono 240 i cappellani attivi nei 204 istituti di pena per adulti, cui si aggiungono i 20 cappellani dei minori e quelli attivi nella scuole di formazione del personale.