Le organizzazioni indiane e internazionali che lavorano per la tutela dei diritti dei bambini criticano la "leggerezza" con cui è stata presa la recente decisione del governo di vietare il lavoro ai bambini sotto i 14 anni. La legge colpisce alcuni settori, tra cui le mense, i ristoranti, i centri benessere. "Le buone intenzioni non sono sufficienti", commenta l’organizzazione "The concerned for working children", elencando i punti deboli del provvedimento e le inevitabili conseguenze sulla vita dei bambini lavoratori. Ci si chiede, in particolare, se il governo indiano abbia pensato a strategie alternative "che offrano ai bambini possibilità concrete" e a "programmi di sostegno alle famiglie, costrette da gravi circostanze a mandare i propri figli a lavorare". "Qualsiasi divieto affermano non farà che affrontare i sintomi, ma non le cause del problema stesso". L’organizzazione indiana – appoggiata in Italia dai Nats, movimenti di bambini lavoratori riuniti in questi giorni a Siena per il loro incontro mondiale chiede al governo di "fornire una risposta a tutte queste domande", altrimenti questa decisione "potrebbe peggiorare gravemente le condizioni di questi bambini, che sarebbero costretti ad optare per lavori ancora più pericolosi e nascosti".