Il Papa ha, quindi, messo in risalto le qualità dei santi canonizzati: del vescovo Rafael Guízar Valencia ha ricordato "la sua viva carità" tanto che fu chiamato il "vescovo dei poveri". Il suo esempio, ha detto, sia "un richiamo" a considerare fondamentale, "oltre allo spirito di povertà e di evangelizzazione", "la cura delle vocazioni sacerdotali e religiose, e la loro formazione secondo il cuore di Cristo". Dall’esempio di Filippo Smaldone, "sacerdote dal cuore grande", "raccogliamo l’invito ha affermato il Santo Padre a considerare sempre indissolubili l’amore per l’Eucaristia e l’amore per il prossimo". Di Rosa Venerini, il Papa ha ricordato "la lungimirante attività che svolgeva con coraggio a favore dell’elevazione spirituale e dell’autentica emancipazione delle giovani donne del suo tempo". "Un modello di vita cristiana", attenta ai poveri e ai bambini: questa è stata Théodore Guérin, che "fu sempre disponibile nelle missioni che la Chiese le domandava", confidando nella divina Provvidenza. "La loro testimonianza ha concluso il Papa, riferendosi ai nuovi santi illumini e incoraggi specialmente i giovani, perché si lascino conquistare da Cristo, dal suo sguardo pieno di amore".