Pubblichiamo la nota SIR di questa settimana
C’è una specie di agenda, nel breve comunicato della sala stampa vaticana a conclusione dell’udienza di Romano Prodi dal Papa. Dalla bioetica, alla difesa e promozione della vita e della famiglia, dalla solidarietà, al dialogo tra le religioni e le culture, dall’educazione della gioventù, fino "all’importanza dei valori cristiani nel processo di integrazione europea". Sono le grandi questioni aperte. Sono punti su cui in questi anni si deve decidere, su cui è in atto un confronto, una dialettica, in Italia come in Europa. Nei cordiali colloqui "è stata ribadita la volontà di una stretta collaborazione tra le parti, per il progresso della Nazione italiana e per il bene della comunità internazionale". Non è mancato, infatti, un esame dei temi di politica internazionale, soprattutto in relazione alla situazione in Medio Oriente e all’impegno italiano in Libano.
Questa agenda mette in ordine una serie di punti molto rilevanti non solo in sé, ma anche in ordine a una questione più ampia, quella delle prospettive del Paese. Sui diversi punti deve essere impegno di tutti dare risposte serie e impegnative. Le poste in gioco sono importanti e tutti si devono assumere le proprie responsabilità.
In una recentissima intervista l’ex presidente della Repubblica Ciampi, ha detto: "Manca una missione per l’Italia". È palpabile, da un lato, una crescente disillusione, che gli slogan politici non sembrano riuscire più a coprire, dall’altro lato, un’attesa, inespressa, di punti di riferimento non precari. È la questione dell’identità, che ritorna, da diversi punti di vista, anche quando la si vuole eludere. Ritorna come questione civica, cioè l’identità dell’Italia nel quadro europeo. E strettamente connessa si pone la questione dell’identità cristiana, che dell’identità italiana è parte costitutiva, proprio perché si gioca sui grandi temi che da ultimo Benedetto XVI ha ricordato al premier italiano.
L’idea che il Papa ribadisce con determinazione costante è che l’identità cristiana è, in particolare proprio qui, nell’Europa e nell’Italia, una preziosissima risorsa per la società, per il futuro. È un punto cruciale, su cui si fonda anche il dialogo delle culture e delle religioni, a partire dai grandi temi dell’uomo: vita, famiglia, educazione… È una sfida a molteplici livelli e di non breve periodo. Il tono è aperto e fiducioso, come quello del Convegno di Verona, che rappresenta senz’altro una grande occasione in cui questo fruttuoso dialogo prosegue, si approfondisce, diventa proposta e progetto. È la realtà di una forma popolare della fede e della Chiesa, che da sempre si intreccia con l’identità dell’Italia nelle sue molteplici realtà. E guarda con speranza e con passione al futuro, chiamando tutti alla coerenza e al coraggio.