"È venuta l’ora ha detto il card. Tettamanzi, richiamando la Christifideles laici in cui la splendida teoria sul laicato espressa nel Concilio possa diventare un’autentica prassi ecclesiale"; occorre, quindi, rinnovare il riconoscimento del diritto e insieme della responsabilità dei laici, Necessaria, anche "una più ampia e profonda opera formativa dei laici". Giungendo al terzo cammino, "cuore del Convegno", il cardinale ha ricordato che la testimonianza di Gesù Risorto "è dono e compito di tutti i cristiani ed è questione di ogni giorno". In realtà, "la testimonianza è questione globale e unitaria di spiritualità, di pastorale e di cultura", ma presuppone anche "un umile e forte esame di coscienza e diviene il frutto di una vera e propria conversione: a Cristo e all’uomo". La forma specifica della testimonianza cristiana "è la coerenza con la grazia e le responsabilità che ci vengono dall’incontro vivo e personale con Gesù, dall’obbedienza alla sua parola, dalla sequela del suo stile di vita, di missione e di destino". "Testimone – ha concluso il cardinale – è chi vive nella logica delle beatitudini evangeliche", anche a prezzo "dei grandi e piccoli martiri della fede".