Nella prolusione di apertura del IV Convegno ecclesiale nazionale a Verona, il card. Dionigi Tettamanzi, presidente del Comitato preparatorio, ha parlato oggi di "un triplice cammino della nostra Chiesa in Italia". Il primo "è quello di una maturazione sempre più chiara e forte della coscienza della Chiesa circa la sua missione evangelizzatrice". Si tratta di una missione che sta vivendo "una stagione di singolare urgenza", avendo la consapevolezza della "distanza che nel nostro contesto socio-culturale e insieme ecclesiale esiste tra la fede cristiana e la mentalità moderna e contemporanea". Come "eliminare" o "attenuare" questa distanza? Per il porporato occorre tenere desta "la preoccupazione per la differenza, per la specificità della fede cristiana", custodendo "il Dna cristiano della speranza presente e operante nella storia". Per i cristiani "la speranza è Gesù Cristo" e la sua risurrezione, perciò, all’inizio del terzo millennio, la scommessa "cruciale" consiste "nel mettere in luce la fondamentale e ineliminabile dimensione escatologica della fede cristiana". In effetti, ha precisato il cardinale "la speranza cristiana entra, abita, plasma e trasforma l’esistenza quotidiana". (segue)