Stanno arrivando, stamattina a Verona, i primi delegati del IV Convegno ecclesiale nazionale. Le nove ore di viaggio, in compagnia degli altri 8 delegati tra i quali il vescovo, don Angelo Ciccarese, della diocesi di Brindisi-Ostuni, dice: "Mi aspetto che la Chiesa italiana si riappropri della centralità di Cristo risorto non come affermazione di fede, ma come vita piena. A livello mondiale, credo si debbano dare segni di speranza per il servizio alla vita e la scelta preferenziale dei poveri". In particolare, Ciccarese vorrebbe che ci fosse più attenzione "a tutti i segmenti della vita, quindi non solo all’inizio e alla fine di essa: ad esempio, non c’è sufficiente attenzione alla mancanza lavoro, che invece dequalifica la dignità della persona". "Riuscire a comprendere che la speranza cristiana, anche se a volte è come una candela fioca, riesce a illuminare anche le situazioni oscure": se passasse tale idea il Convegno sarebbe un "successo" per il vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa, mons. Gianfranco Todisco, giunto stamattina, poco dopo le 10 a Verona, insieme ai cinquanta delegati della Basilicata, compresi gli altri vescovi della regione, dopo essere partiti a mezzanotte in pullman. (segue)