VERONA 2006: LE VOCI DEGLI IMMIGRATI CATTOLICI

"Dalla nostra partecipazione a questo convegno deve scaturire anche una maggiore presenza all’interno delle comunità ecclesiali locali". A poche ore dall’inizio ufficiale del IV convegno ecclesiale nazionale della Chiesa italiana, a Verona (fino al 20 ottobre), i 30 rappresentanti degli immigrati cattolici presenti ai lavori esprimono così il loro auspicio. "Come cattolici da altri Paesi – dice al SIR Elisabetta Ildiko Dare, dall’Ungheria, abbiamo bisogno di maggiore contatto spirituale e in qualche caso anche di maggiore apertura. Il tema della speranza riproposto dal Convegno ci ricorda che solo in Cristo possiamo trovare il superamento delle differenze e fare di queste ricchezza per tutta la Chiesa italiana". "Condividere il cammino di fede può aiutare a qualificare la nostra presenza – fa eco Feliciano Henriques Saba, dalla Guinea Bissau – siamo parte di una Chiesa universale, ed è questa universalità che vogliamo costruire a partire dalle nostre comunità. Condivisione materiale e spirituale sono le chiavi per dare speranza al mondo". "Verona rappresenta un momento di ripartenza per la Chiesa italiana di cui noi sentiamo di far parte – afferma Cesar Beltran Felizzola, colombiano -. Vogliamo dare il nostro contributo anche intellettuale. Tra gli immigrati ci sono tante potenzialità e capacità sia sul piano lavorativo che culturale che le Chiese locali devono conoscere".