"Non sarà un Convegno celebrativo. Non si può dimenticare tutto il lavoro di preparazione che è stato prodotto fino ad oggi. Sarà un momento in cui ci si parlerà per entrare in comunicazione e condividere tutto ciò che le chiese hanno fatto e stanno facendo". Ne é convinto il vicepresidente della Cei, mons. Luciano Monari, nel descrivere, ai giornalisti in conferenza stampa, il Convegno ecclesiale nazionale di Verona. "Se avrà una dimensione celebrativa ha aggiunto è per ricordare che esso è opera del Signore e quindi per celebrare ciò che ha suscitato nelle nostre Chiese". "I cinque giorni di lavoro ha spiegato a questo riguardo Vittorio Sozzi, della segretaria generale del Convegno – serviranno ai delegati per elaborare proposte concrete da presentare all’episcopato in vista di un’approvazione nel maggio del 2007". Tra le novità del Convegno, mons. Claudio Giuliodori, responsabile dell’Ufficio comunicazioni sociali della Cei, ha ricordato la presenza, per la prima volta, di tre delegazioni, quella dei missionari italiani all’estero, degli italiani all’estero e degli immigrati cattolici in Italia.