VERONA 2006: BIGNARDI, NO "ALL’AUTOREFERENZIALITÀ DEI GRUPPI LAICALI"

"L’esperienza di un laicato articolato in una molteplicità di aggregazioni rappresenta di per sé una ricchezza per la Chiesa. Il problema nasce quando tali esperienze restano autoreferenziali". A dirlo durante la conferenza stampa, al termine dei lavori della mattina del IV Convegno ecclesiale nazionale, Paola Bignardi, coordinatrice di Retinopera. Negli ultimi anni, ha aggiunto, "si è sviluppata una sensibilità nuova nelle aggregazioni laicali, consapevoli dell’esigenza di cammini che pongano in dialogo gli uni con gli altri, rispettando le specificità ma anche valorizzando gli aspetti comuni, il tutto nell’ottica di dover contribuire insieme al bene della Chiesa". L’importante, per Bignardi, è che "i laici non si appartino in esperienze in cui stanno per conto proprio, ma s’inseriscano in un discorso più complessivo, portando e accogliendo la voce propria e degli altri". Occorre, poi, "promuovere iniziative dal proprio interno e non attendere solo di essere chiamati ad intervenire". Rispondendo ad una domanda sullo spazio dedicato all’ascolto nel Convegno, Bignardi ha risposto che "ben un terzo è dedicato ai lavori in gruppi di studio. Ciò dovrebbe diventare un modello anche in parrocchia, dove invece i laici spesso vivono il disagio di non essere ascoltati".