VERONA 2006: BRAMBILLA (TEOLOGO), "DAL CATTOLICESIMO ITALIANO FIGURE DI GIGANTI NELLA FEDE E NELLA CULTURA"

“Nel momento in cui si dà inizio al Convegno, occorre trovare una capacità di sintesi che metta in campo le migliori risorse dei credenti e delle Chiese d’Italia. Il cattolicesimo italiano ha espresso figure di giganti nella fede e nella cultura, nella santità e nell’operosità sociale, che hanno saputo innervare in modo originale il tessuto civile del Paese”: lo ha detto questa mattina don Franco Giulio Brambilla, docente di cristologia e antropologia teologica e preside della Facoltà teologica dell’Italia settentrionale, aprendo la sua relazione sull’orizzonte teologico-pastorale del Convegno ecclesiale di Verona sul tema della “speranza”. “La parola speranza – ha poi aggiunto – non appartiene solo alla lingua cristiana, ma anche al linguaggio umano di ogni tempo. Soprattutto nel tempo della società fluida e ripiegata sull’immediato, l’attesa di futuro esige di correggere le malattie della speranza e di mettere in luce i germogli positivi presenti nelle esperienze della vita attuale”. Brambilla ha poi messo in guardia dal rischio dell'”isolamento personale”, sottolineando che “oggi la speranza è confinata nello spazio intimo di una speranza individuale o nell’ambito di un progressismo sociale, senza che si riescano a vedere gli stretti legami che uniscono le speranze della persona e le attese della società”.