VERONA 2006: IAFRATE (PSICOLOGA), “FAMIGLIE OMOSESSUALI” E “COPPIE DI FATTO” INADATTE ALL’EDUCAZIONE DELLE NUOVE GENERAZIONI

“Se valutiamo la persona come unità armonica tra corpo, spirito e ragione, consideriamo l’omosessualità come una tendenza non innata della persona, una prova, che va rispettata, ma che dal punto di vista della responsabilità cristiana va guidata e sostenuta in un lavoro educativo che tenda alla realizzazione dell’identità personale e alla valorizzazione di una persona libera”. Così la psicologa Raffaella Iafrate, che ieri ha introdotto i lavori nell’ambito dell’affettività, ad una domanda durante la conferenza stampa di stamattina. In questo senso un ruolo importante, ha chiarito Iafrate, lo ha la famiglia, intesa come “una realtà in cui identità mature si fondano in un’ottica di generatività non solo biologica, capaci di trasmettere alle nuove generazioni la dimensione del maschile e del femminile”. “Altrettanto non può garantire una famiglia omosessuale – ha osservato Iafrate – ma le stesse forme di legame leggero, come le unioni di fatto, evitando o rifiutandosi di impegnarsi negli aspetti non negoziabili della vita, non assolvono alla funzione generativa e sociale della relazione di coppia e non rispettano alcuni diritti inalienabili delle nuove generazioni, come quello ad essere educati”.